Lo abbiamo ascoltato alla 69esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Rolls Royce”. E’ uno degli artisti più ascoltati nell’ultimo periodo in radio con il suo nuovo testo “C’est la vie”.

Ma chi è Achille Lauro?

Achille Lauro, pseudonimo di Lauro de Marinis, è un rapper e cantante italiano, nato a Roma nel 1990.

Entrato nel giro musicale del Quarto Blocco, nel 2014 entra nell’etichetta Roccia Music, a capo della quale vi sono il producer Shablo e Marracash.

Nel 2015, dopo l’ottimo riscontro ottenuto dal suo primo album “Achille Idol immortale”, esce il suo secondo album “Dio c’è”. Il titolo risulta essere la sigla per Droga IOfferta Costi Economici. La droga è infatti uno dei temi principali delle canzoni di Achille Lauro, soprattutto nei primi due album.

L’anno seguente, Achille Lauro abbandona l’etichetta Roccia Music e ne fonda una propria dal nome No Face Agency. La neonata etichetta si mette subito al lavoro per la produzione di Ragazzi madre”, terzo album in studio del rapper romano, pubblicato nel novembre 2016.

L’album porta ancora avanti concetti come quello dello spaccio di stupefacenti. In particolare, la copertina raffigura una radiografia di Lauro con degli ovuli di cocaina, ed il titolo è un riferimento ai ragazzi dei bassifondi (come Lauro stesso) che vengono cresciuti da ragazzi ridotti come loro, e sono inoltre indotti a crescere ragazzi come loro.

Nell’ottobre 2017, Lauro sigla un contratto con Sony Music mentre nel 2018 esce il suo quarto album Pour l’amour,

Lauro ha dichiarato di aver realizzato il disco su ispirazione tecnica dei The Doors, ovvero isolando se stesso e gli artisti in collaborazione in una villa, dove poter concepire questo ed altri due album in studio, da pubblicare come una sorta di trilogia; a ciò si aggiunge anche l’assunzione di microdosi di marijuana, per stimolare la produzione artistica senza devianze.

Dopo l’ufficializzazione della sua partecipazione a Sanremo, ha pubblicato il libro Sono io Amleto”, una biografia non-biografia, un viaggio nel suo mondo psichedelico, visionario, malinconico e poetico, che va di pari passo con il docufilm “Achille Lauro no Face 1”, un documentario sul suo mondo e sui suoi progetti che sarà in sala il prossimo autunno.

Nel suo libro scrive:

“Un angelo mi ha protetto fino a oggi. Mi facevo per noia, per solitudine, per divertimento ma poi sono cominciate le tragedie, gente che se ne andava. Da un giorno all’altro ho detto basta con la droga. Avevo 21 anni. Quando ho capito che la musica era la mia strada”.

Si presenta a Sanremo ed attorno a lui si scatena un ciclone mediatico. Striscia la notizia gli dedica molti servizi e sostiene che la canzone presentata da Lauro fosse un vero e proprio «inno all’ecstasy», dal momento che alcune pastiglie di MDMA hanno impresso il logo della Rolls-Royce.

Chiusa l’esperienza sanremese,  Il 4 aprile 2019 pubblica il singolo “C’est la vie” anticipando la pubblicazione di “1969″, quinto album in studio del cantante romano, 

Con “1969″, si ha un netto cambio di rotta, con l’abbandono della musicalità hip hop, al fine di abbracciare interamente le sonorità rock